lunedì 9 giugno 2008

Caro ego ti scrivo così mi distraggo un pò

Ne vulimm parlà? naaaa ma che ne parlamm a fa!
Oggi ho in testa sto pezzo?
Ma fuss tu il ragazzo della canzone?
Se ti ci riconosci mi fai sapere?
Ciao Ciao

P.s.
non ci credo che ci credi

There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far
Over land and sea

A little shy
And sad of eye
But very wise
Was he

And then one day
One magic day he passed my way
And while we spoke of many things
Fools and kings
This he said to me

The greatest thing
You'll ever learn
Is just to love
And be loved in return

sabato 31 maggio 2008

Questo perchè ogni tanto bisogna ricordarlo.....

Uno dei miei più grandi conflitti interiori è che molte delle cose che studio vanno nella direzione opposta rispetto a quello che è per me il senso della vita, quando ci penso ho dei vuoti di minuti su questo e puntualmente non arrivo a nessuna conclusione, se non quella che spero di non contraddirmi mai in nome di non so quale successo professionale. Questo discorso di kennedy mi ricorda un pò tutto questo..........forse aveva i miei stessi problemi, certo poi l'hanno ammazzato :)

mercoledì 28 maggio 2008

martedì 13 maggio 2008

All'amato se stesso dedica queste righe l'autore

Quattro.
Pesanti come un colpo.
"A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio."

Ma uno
come me
dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?

S'io fossi
piccolo
come il Grande Oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde,
con l'alta marea carezzando la luna.
Dove trovare un'amata
uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!

Oh, s'io fossi povero!
Come un miliardario!
Che cos'è il denaro per l'anima?
Un ladro insaziabile si annida in essa.
Sll'orda sfrenata dei miei desideri
non basta l'oro di tutte le Californie.

S'io fossi balbuziente
come Dante
o Petrarca!
Accendere l'anima per una sola!
Ordinarle coi versi di struggersi in cenere!
E le parole
e il mio amore
sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.

Oh, s'io fossi
silenzioso
come il tuono,
gemerei,
stringendo con un brivido il decrepito eremo della terra.

Se urlerò a squarciagola
io
con la mia voce immensa,
le comete toccheranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto sulla malinconia.

Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
se fossi
appannato
come il sole!
Che bisogno ho io
di abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra!

Passerò,
trascinando il mio enorme amore.
In quale notte
delirante
malaticcia,
da quali Golia fui concepito,
così grande
e così inutile?


Vladimir Majakovskij

giovedì 8 maggio 2008

Ho paura di questo bambino!!!!!!!!

Appena ho un pò di tempo e voglia edito e aggiungo la traduzione di quello che dice